Benvenuti alla 69 puntata di “Semi di Luce”.
Il tema di oggi è: 60 SFUMATURE DI GRIGIO.
Valeria Sechi, classe 1966, 5 figli.
Dopo una vita diversamente facile, a 50 anni inizia a lavorare come modella, per testimoniare la bellezza delle donne fuori dai canoni della perfezione e dell’età.
Ha intrapreso questa carriera per essere la testimonial che avrebbe voluto vedere nelle campagne pubblicitarie quando cercava modelli di riferimento.
Potrebbe essere definita una modella age diversity, ma solo in riferimento ad un immaginario che, ancora oggi, vuole le modelle giovani, magre e atletiche. Non certo in riferimento a quella che è attualmente la compagine sociale che, per la stragrande maggioranza, è composta di over 40.
Se per un uomo, superata “una certa età”, non è mai stato un problema trovare modelli di riferimento a cui ispirarsi (considerato che capelli brizzolati e rughe sono comunemente considerati per un uomo motivo di fascino), non è così per la donna, che gli stessi segni del tempo è stata chiamata a nascondere, tingendo i capelli e contrastando in tutti i modi le rughe.
Il suo segno distintivo sono i suoi lunghi capelli grigio naturale: non li ha mai tinti e sono la sua bandiera, il vessillo che comunica al mondo il suo rapporto con l’avanzare dell’età. Crede, infatti, che il miglior anti-age sia avere sempre più progetto che ricordi.
Ma i lunghi capelli grigio naturale non sono l’unica nota distintiva.
Non ha mai fatto ricorso ad alcun tipo di medicina estetica, non perché la demonizzi ma perché è profondamente convinta che ogni donna debba finalmente essere libera di fare ciò che è funzionale al proprio benessere, senza preoccuparsi di giudizi o critiche.
Ogni donna ha il pieno diritto di affrontare l’invecchiamento come meglio ritiene. Il fatto che io lei non desideri intervenire sul suo corpo non significa che sia sbagliato farlo, ma semplicemente è qualcosa che non le appartiene.
Si batte perché ognuna possa, in questa fase della propria vita, rifiorire come più le è congeniale, indipendentemente dall’età che ha e dal punto da cui parte.
La sua presenza sui social network e sulla Rete testimonia la possibilità di rinascita delle donne over-anta a partire dal proprio benessere, e non dalle aspettative sociali o dagli stereotipi culturali, e dimostra che reinventarsi da zero è sempre possibile a ogni età.