
In un’epoca in cui la fotografia muoveva i suoi primi passi, catturando frammenti di realtà con una precisione mai vista prima, si insinuò un desiderio più profondo: quello di immortalare l’invisibile. Da questo anelito nacquero due correnti, spesso confuse ma intrinsecamente diverse: la fotografia spiritica e la fotografia spirituale.
La fotografia spiritica ha le sue radici nel movimento spiritista della metà del XIX secolo. Il suo atto di nascita è generalmente attribuito a William H. Mumler, un incisore di Boston che, nel 1861, realizzò un autoritratto in cui appariva una figura spettrale che identificò come un cugino defunto. La notizia si diffuse rapidamente, e Mumler divenne un fotografo ricercato da coloro che speravano di ottenere una prova visiva della presenza dei propri cari scomparsi. Leggi tutto…